Roma, 10 Gennaio 2003

 

Casa e Bottega

 

Lo scrivente è Pietro Sabato, Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione.

Riferendomi al recentissimo discorso del sottoscritto e relativa assegnazione del IV Pitale di Creta, avvenuta il 6 Gennaio 2003, presso la sede del Partito, in Via Cropani a Roma, dove, durante la cerimonia, il sottoscritto ha premiato simbolicamente con tale Appitalato il ministro Francese Le Pen, per aver scelto come cavallo di battaglia per la Sua campagna elettorale del 2002 i problemi dell’ immigrazione clandestina, palesandosi razzista e antisemita (si veda sito in data 6 Gennaio 2003).

Pertanto, inviterei i Signori Politici a concretizzare meglio i progetti di legge che si desiderano approvare, prima di mandarli in pasto ai cittadini e Li esorterei ad informare sul fatto, che anche la creta ha il suo costo e con i tempi di carestia che il Partito Italiano Nuova Generazione sta patendo, non può quindi permettersi il lusso di commissionare un così numeroso quantitativo di Pitali, ridurreste il sottoscritto al lastrico.

Prima di entrare nel vivo del tema, non ancora svelato, vorrei proporre un paragone all’ attenzione di tutti gli Onorevoli Italiani, delle Istituzioni preposte, delle Autorità e dei Giornalisti, su quanto sta accadendo oggi nel nostro Paese, su temi e scelte di vita, paragonate secondo il sottoscritto allo stato sociale di cittadini italiani di 50 anni fa.

Alcune famiglie disagiate del nostro passato vivevano in cattività, dormendo insieme genitori e figli in un unico letto, divisi al capo e ai piedi del letto. Inoltre, è noto a tutti, che in quei tempi così come accade oggi nei paesi del terzo mondo, e nelle passate trasmissioni televisive del grande Fratello, si divideva l’ abitazione con alcuni animali domestici, il cane, il gatto, galli e galline, e relativi odori di tutto il regno animale, tutti insieme in una unica stanza, così come, i piccoli artigiani di un tempo, calzolai, falegnami, cantinieri, fabbri, etc, separavano la propria attività lavorativa dalla abitazione, con una tenda di stoffa rattoppata, cercando in questo modo, di tutelare il più possibile la propria privacy. Per essere più espliciti, adottando il sistema:

Casa e Bottega, messo in atto peraltro in modo più dignitoso, dal sottoscritto presso il proprio domicilio, mettendo a disposizione del Partito una stanza del proprio appartamento, di 100 metri quadri.

Finalmente al nocciolo:

Oggi, nelle società più sviluppate, il cittadino, dopo una giornata di lavoro, non vede l’ora di recarsi nella propria oasi abitativa, casa! dolce casa! Luogo sacro per tutti, munito di tutti i conforti messi a disposizione dalla tecnologia moderna, scacciando così dalla mente tutti i problemi, le angosce e soprattutto gli odori del posto di lavoro, che appena chiuso l’uscio di casa alle proprie spalle, si dissolvono come bolle di sapone.

Paragonando ciò, alla legge Merlin, illo tempore approvata, al fine di dare una sferzata di progressismo morale, abolendo le case chiuse, e quest’ultimo termine dice tutto: chiuse ad ogni possibilità di privacy per le operatrici del sesso, poichè perennemente segregate in quelle squallide strutture, dove primeggiava soprattutto l’odore che lasciavano gli uomini dopo la loro breve permanenza, che restava perennemente impregnato dappertutto, nelle pareti e soprattutto nell’olfatto delle povere operatrici, costrette a soggiornare in questo fetido luogo, mattina, sera e notte, sino alla fine della carriera.

Certamente lo scenario che ci ha offerto il dopo Merlin, trascinato da tantissimi Governi, da oltre 50 anni, non è stato bello da vedere, soprattutto per le nuove generazioni che in tutti questi anni, hanno vissuto e visto con i propri occhi, tutto lo squallore della prostituzione lungo le strade delle nostre città.

Il Governo di oggi, per risolvere questo stato di fatto, decide di rimediare, tornando indietro nel tempo, mettendo sotto chiave le prostitute, relegandole in abitazioni a doppio uso, casa e bottega, togliendo così la prostituzione dalle strade e indirizzarla direttamente nei condomini, porta a porta a contatto con le famiglie, senza alcuna garanzia di permanenza, motivata dal fatto, che i condomini secondo una nuova legge, potrebbero in qualsiasi momento far allontanare la prostituta dallo stabile, con un semplice provvedimento di espulsione, creando così, un gravissimo scompiglio sociale di enormi proporzioni, considerando che nel nostro Paese, ci sono migliaia di prostitute.

Egregi Politici, da qualsivoglia direzione proveniate, che legge è mai codesta? Senza capo e ne coda? A furor di popolo, sembrerebbe la famosa legge del sig. Menga, mio carissimo amico.

Pertanto, il sottoscritto propone quanto segue, a patto che, rivolgendomi alla Procura della Repubblica Italiana, metta una buona parola a mio favore, rivolgendo una piccola raccomandazione ai nostri Presidenti, affinché scaturisca un piccolo riconoscimento di Cavalierato per il sottoscritto, per l’attività politica svolta, informando di possedere già, da circa tre anni, un buon ronzino.

Sperando, che questa piccola parodia, sia stata gradita, torniamo a bomba:

Secondo il mio modesto parere, una possibile alternativa per togliere dalla strada questa vergogna ed eliminare per sempre lo sfruttamento della prostituzione, sarebbe quella di edificare a spese dei Comuni, in base alla densità della popolazione, diversi centri di svago per tutte l’ età, con bellissime strutture, oserei dire, del tipo di piccolissime Las Vegas, (da non paragonare certamente, ai centri anziani edificati dal Comune di Roma, sparsi in tutta la città, ricavati da vecchi progetti di vespasiani, costruiti durante il periodo del Giubileo), installando luna park, escludendo però, tutti i giochi d’azzardo, che potrebbero mandare al lastrico il cittadino; ed infine, nelle vicinanze di questi centri, edificare dei mini appartamenti, da affittare ad equo canone ed a ore alterne, per l’intera giornata, 24 ore su 24, a più operatrici del sesso, che terminato il loro turno di lavoro, possano ritornare nella propria abitazione, aventi lo stesso diritto di normali lavoratori, lasciandosi così alle spalle, gli odori di questo squallido e antico mestiere.

Solamente in questo modo le nostre coscienze saranno placate, dando per la prima volta, dopo tanti millenni, la giusta dignità a queste creature del sesso. Queste strutture, si spera, potrebbero, garantire una minore aggressività dei tifosi negli stadi, avendo questi, la possibilità di recarsi subito dopo le partite, in un luogo di svago, dove affogare le energie agonistiche accumulate, in un parco giochi, oppure non avendo affetti da dividere, con un incontro casuale con una operatrice del sesso, in un luogo sicuro, tutelato dalla legge.

Concludo, considerando che questo progetto, possa essere realizzato, con l’ approvazione di tutti i cittadini, bigotti inclusi, felici di vedere le nostre strade libere da questo vergognoso stato di fatto, e penso siano anche propensi all’esborso di una tassa, pur di vedere realizzato nella propria città e in tutta la nostra bellissima penisola, questo progetto di etica morale, da molti secoli trascurato.

Altra alternativa, senza alcun costo per le Istituzioni, sarebbe quella delle inserzioni sui quotidiani, tutt’ora adottato, esclusivamente per un servizio al domicilio del richiedente, oppure in alberghi specializzati, rispettando sempre, la sacralità del luogo abitativo delle operatrici del sesso.

Con la speranza che questa modesta relazione non sia accreditata ad altri, colgo l’ occasione per porgere a Tutti, i miei più sentiti e cordiali auguri di buon anno.

I contenuti di questa relazione, sono emersi e stati realizzati dal sottoscritto, intervistando una operatrice del sesso nigeriana.

Grazie Regina, che ringrazio pubblicamente.

Subito dopo la stesura, questa relazione, è stata inviata via E-mail, Sabato, 11 Gennaio 2003, alle ore 16, a tutti i maggiori quotidiani italiani e alle reti televisive di Stato e Private italiane nonché a mezzo posta prioritaria alle Istituzioni in indirizzo.

 

                                                                                                                                Pietro Sabato

Copia conoscenza:

 

Procura della Repubblica Italiana, Piazzale Clodio,12-00198 Roma

 

Parlamento Europeo- Secrètariat General: L- 2929- Lussemburgo

 

Camera dei Deputati, Piazza Montecitorio,1- 00186 Roma